Comfortably Numb: Waters e Gilmour, due nuove versioni. E la faida continua…

Breve recap, poi una premessa e infine la stretta attualità, con le due nuove versioni a cui fa riferimento il titolo di questo articolo. Il recap: di Comfortably Numb, capolavoro dei Pink Floyd, avevo scritto in modo approfondito addirittura nel primo articolo del mio blog categoria musica e batteria, risalente al settembre 2020. In quel post ne analizzavo i significati alla luce delle particolari vicende biografiche e artistiche dei due autori, concludendo poi che l’esecuzione live migliore fosse quella del 2005 al Live8 e che una altrettanto importante sul piano simbolico fosse quella del 2011 alla 02 Arena.

Nell’articolo sulle mie prime esibizioni (chiamiamole così…) alla batteria ho postato pure la take del laboratorio musicale con i Wolfpack of Two, band al momento sciolta in attesa di una faraonica offerta economica che – come per i fratelli Gallagher – ci convinca a una storica reunion. Ma soprattutto, qualche tempo dopo, in quest’altro articolo ho preso il giro e passato in rassegna praticamente tutte le versioni live di Comfortably Numb rintracciabili su Youtube eseguite dalla band stessa o dai singoli membri, in tutte le salse e con tutti gli ospiti possibili, nei loro tour solisti.

Fine recap, passiamo alla premessa. Siamo alla fine dei ’70, il brano rappresenta l’ultima grande collaborazione tra David Gilmour, chitarrista e cantante, e Roger Waters, bassista, paroliere e ormai dominus creativo dei Pink Floyd. Si sa che gli assoli sono di Gilmour e i testi di Waters, questo è pacifico. Tutto il resto (chi ha scritto cosa ovvero i crediti autorali della canzone) a seconda dei racconti, dei ricordi e dei punti di vista è piuttosto controverso. Anche grazie a un articolo approfondito pubblicato da Simone Signoretti sul suo ottimo blog Pinkfloyditalia, mi sembra di poter tagliare corto e dire questo. Tutto nasce con una demo di Gilmour, ascoltandola si capisce che quello che poi sarà il ritornello è praticamente già scritto (a parte i due “I have become…”, presumibilmente aggiunti da Waters).

Riguardo le strofe invece, ascoltando altre take del brano work in progress (pure disponibili su Youtube), si capisce che andando avanti con la stesura ci può essere stato un rimaneggiamento più profondo probabilmente ad opera di Waters. Rispetto a come si sentono in questa registrazione, ad esempio, nel prosieguo verranno riscritte adattandole ai testi, per fare in modo che possano inserirsi nel plot narrativo dell’opera e contribuire alla storia di The Wall. E qui la mano non può che essere quella di Roger. Stando alle fonti disponibili (e senza citarle tutte), in estrema sintesi questa pare la ricostruzione più verosimile.

Questo per dire cosa, che nei crediti ufficiali entrambi sono coautori. Ma che hanno litigato parecchio su tutto, a proposito di questo brano. Anche su cose che, a distanza di molto tempo e col senno del poi, erano piuttosto marginali (“E’ stato più che altro una questione di ego” dirà poi Gilmour anni dopo). Ogni aspetto, ogni decisione da prendere è stato oggetto di controversia e ha alimentato una faida infinita tra i due, che va molto oltre il brano e si trascina praticamente da una vita.

Questa cosa è più che risaputa, ma legittimamente tutti quanti noi fan ci auguravamo che si fosse conclusa con la storica reunion dei Pink Floyd al Live8, con una apparizione congiunta sul palco di un evento benefico nel 2010 e soprattutto con il concerto alla 02 Arena a cui facevo cenno in apertura. Così, al momento di scrivere quel primo articolo del mio blog nel 2020, ero abbastanza sicuro che non ci sarebbero state nuove versioni del loro capolavoro, altre Comfortably Numb. Fine premessa.

E invece ci sono state eccome, e la faida non era affatto finita. Già lo scorso anno di questi tempi, commentando il nuovo The Dark Side Of The Moon Redux di Roger Waters davo conto di una nuova versione per il tour “This is not a drill”. Ma ora arrivo a scriverci un vero e proprio articolo, un altro articolo su Comfortably Numb, perché David Gilmour gli ha risposto per le rime, in modo artistico e simbolico (oltre che sulla stampa e sui social in varie occasioni) anche lui usando in modo spregiudicato e sorprendente l’iconico ultimo brano della loro gloriosa collaborazione.

Evidentemente negli anni dal 2012 in poi deve essere successo qualcosa. Potrebbero benissimo aver litigato sul catalogo, anche se l’indiziato numero uno come nuovo casus belli sembrerebbe essere il Remix 2018 di Animals, che in effetti è uscito solo nel 2021 per profondi dissidi sulle note di copertina che Waters voleva aggiungere nel booklet della riedizione (e che avrebbero sbilanciato troppo i crediti dell’opera in suo favore secondo Gilmour). Da lì in poi è stato nuovamente un continuo litigare su tutto, complici anche le diverse sensibilità politiche dei due su temi come la questione palestinese o l’aggressione russa all’Ucraina.

E veniamo dunque alla stretta attualità, alle due nuove versioni uscite in tempi recenti. Comfortably Numb, con i suoi iconici assoli, negli anni è diventata un encore irrinunciabile ed era sempre stata suonata anche da Waters in chiusura di tutti i suoi show del tour Us+Them del 2018. Nel 2022 zio Rog ribalta tutto. Non solo la usa in apertura di concerto, ma si tratta di una versione pesantemente rivisitata, downtempo e soprattutto senza i due celebri assoli di chitarra (anzi, proprio del tutto priva di chitarra).

Qui trovate la studio version pubblicata nelle Lockdown Sessions… una cosa decisamente spiazzante, quasi un trauma. Inconcepibile agli occhi (o meglio alle orecchie) di noi fan. Impossibile non interpretarla come una chiara provocazione all’indirizzo del vecchio sodale.

Al posto della eterea chitarra di Gilmour ci sono dei tuoni che scrosciano e una bellissima voce femminile, che non riempiono il vuoto ma trasmettono una atmosfera comunque suggestiva ma angosciosa e inquietante. A ciò contribuiscono non poco le figure umanoidi del video che vagano in un panorama urbano apocalittico e desolato, una visione del futuro (o del presente?) a metà tra Blade Runner 2049 e Silent Hill per intenderci.

Confesso di aver ascoltato con scetticismo questa versione e di averla invece poi trovata interessante, ma anche di esserci rimasto male per le motivazioni presunte che la hanno in qualche modo generata. Soprattutto, speravo fosse finita lì. Infatti per un annetto non se ne è più riparlato, invece ecco pochi giorni fa il colpo di scena.

Gilmour, che nel frattempo ha pubblicato un nuovo album (e io ho anche visto a Roma in tour), ha trovato la voglia, il tempo e il modo di rispondere con un affronto in un certo senso uguale e contrario: dando la sua benedizione all’uso del brano da parte di una band rap/heavy metal (o non so bene come definirla, confesso di non essere esperto di questi chiamiamoli generi), i Body Count.

Vi faccio notare quanto segue:

  1. C’è un unico, insistente, praticamente ininterrotto assolo di chitarra suonato dallo zio Dave (sempre molto bello, va detto)… Chitarra e assoli che Waters si era operosamente ingegnato ad eliminare dalla sua.
  2. Il contributo maggiore di Waters, vale a dire il testo, non c’è. O meglio ce n’è un altro, quello rappato da tale Ice T… e zio Gilmour dice che gli è pure piaciuto un sacco: “La versione dei Body Count di Comfortably Numb è piuttosto radicale, ma le parole mi hanno colpito davvero. Mi sorprende che una melodia che ho scritto quasi 50 anni fa sia tornata in auge con questo nuovo approccio. L’hanno resa di nuovo attuale. Ice-T mi aveva contattato per ottenere i diritti sul brano, ma ho pensato che sarebbe stato interessante suonare anch’io. Mi piacciono i nuovi versi, parlano del mondo in cui viviamo oggi, che è piuttosto inquietante…” .
  3. Le sorprese nello stravolgere il brano nei suoi elementi costituivi tra l’altro non finiscono qui. La parte iniziale della prima strofa della versione originale viene usata in quelli che nella nuova sarebbero i ritornelli (o meglio, viene usata per rilanciare a più riprese l’assolo). E la porzione di testo in questione viene ribaltata di prospettiva, non è più “Hello. Is there anybody in there” ma “out there”.

Ora è chiaro, questa non è, a differenza di quella di Waters, una nuova versione firmata da David Gilmour. Si tratta piuttosto di un featuring, ma insomma poco ci manca. Gilmour ci mette praticamente il cappello in senso metaforico, oltre che la chitarra in senso letterale. E siccome lui a scrivere testi non ci prova proprio, il rap è perfino perfetto per lo scopo. Insomma, davvero non puoi fare a meno di pensare che sia tutto parte di un mega messaggio indirizzato all’ex compagno di band in risposta allo sgarbo di due anni fa: della serie “Sono i miei assoli di chitarra ad aver reso leggenda CN. E la musica che ho scritto è talmente bella che funziona alla grande anche senza i tuoi fottuti testi!”. Si sa, la vendetta è un piatto che va servito/gustato freddo.

Chiudo con la mia personalissima valutazione. Continuo a provare un istintivo orrore per la così chiamata estetica rap, non mi piace quella verbosità e non credo che delle rime ritmate bastino per giustificare l’uso del termine musica. Ma i gusti sono gusti per carità, e il testo bene o male racconta una storia che – nonostante sia infarcita di cliché – qualche spunto di riflessione nell’ascoltatore riesce a stimolarlo.

D’altro canto non si può ignorare una volta di più la bellezza della chitarra di Gilmour, e apprezzare il fatto che la musica dei Pink Floyd in qualche modo travalichi i confini di genere. Era già accaduto con la musica classica, il reggae, il progressive metal e ora pure col rap metal (o quello che è), portiamo pazienza.

La chiosa finale all’articolo invece la lascio a Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e altro membro superstite (Richard Wright, tastierista, ci ha lasciato nel 2008). Che, rassegnato da tempo, si è fatto anche lui il suo progetto solista e negli ultimi anni porta in tour il repertorio meno noto dei Pink Floyd, quello del periodo dagli inizi con Ste Barrett fino agli anni pre dark side. E che con la pacatezza e lo houmor che lo contraddistinguono, disse la cosa più sensata che si potesse dire e pensare a proposito della faida infinita tra Waters e Gilmour:

Credo sia davvero un peccato che questi due gentiluomini di una certa età siano ancora così ai ferri corti tra loro.

Una opinione su "Comfortably Numb: Waters e Gilmour, due nuove versioni. E la faida continua…"

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