Playlist USA on the road, racconto di viaggio attraverso istantanee e canzoni (part I)

Il viaggio in questione è quello di cui ho già scritto in questo articolo, che risale ormai a qualche tempo fa (in realtà i viaggi sarebbero due, almeno quelli in Harley, ma oggi parlerò soltanto del primo). Se volete un po’ di contesto, vi toccherà rileggerlo; in quella stessa sede avevo detto che avrei condiviso con chi legge una specie di playlist, un giorno o l’altro. In effetti me la sono presa un po’ comoda, del resto non ho impegni editoriali di sorta verso nessuno: come dichiaro anche in home page, scrivo quando mi va e per il puro piacere di farlo. Ed eccoci qui finalmente, ultimamente ho avuto tempo e ispirazione per farlo. Quindi non indugerò oltre, partiamo.

Era il 29 giugno 2013, ed eravamo appena arrivati in California. Quel giorno a Santa Monica ci sentivamo proprio come in un sogno che finalmente si stava per realizzare. La prima canzone di questa playlist non può che essere:
The Mamas and the papas – California Dreamin

In giro per Los Angeles. Hollywood Boulevard con la stravagante e pacchiana Walk of Fame, la mitica Sunset Strip con lo Chateau Marmont (dove un certo John Bonham, di professione batterista, guidava la sua Harley nei corridoi), il Beverly Hills Hotel (ritratto sulla celebre copertina di Hotel California degli Eagles) e il Whisky a Go Go, dove Mr Mojo Risin e i suoi sodali diventarono famosi come house band… “Well, I just got into town about an hour ago”:
The Doors – LA woman

Ritirate le nostre Harley, rompiamo gli indugi: è tempo di attaccare la strada. Le highway a 8 corsie per uscire da Los Angeles, la Pacific Coast Highway, Lake Elsinore. Poi la “From palms to pine” e Joshua Tree. Il terzo pezzo è l’inno hard rock di ogni biker che si rispetti… “Get your motor runnin’ Head out on the highway Looking for adventure In whatever comes our way”:
The Steppenwolf – Born to be wild

Superato il deserto di Twentynine Palms, arrivi a una junction con la mitica Mother Road. Nei pressi dell’incrocio a T ci sono l’Amboy crater, un passaggio a livello dove la Route 66 incrocia la National Trails Highway e subito dopo Roy’s. Si tratta di un vecchio distributore dove puoi ancora fare benzina e comprare una bibita, dopo miglia di torrido deserto; è l’unica cosa che funziona ancora, mentre Amboy è di fatto una cittadina fantasma, abbandonata e polverosa. Un autentico landmark per gli amanti della Mother Road:
John Mayer – (Get your kicks on) Route 66

La canzone più evocativa la riservo al posto più evocativo (almeno per me). E poco importa se non siamo in California, ma al confine tra Arizona e Utah. C’è la lunga strada deserta, “On a long desert highway…”, la scenografica US163. E c’è anche l’hotel, il The View, dove dormire al cospetto dei tre giganti di roccia che sfidano il tempo e rendono il profilo di questa valle così iconico… “You can check-out any time you like But you can never leave!”:
The Eagles – Hotel California (live)

Mai stati a Sin City? E’ indubbiamente una città surreale. I lussuosi resort a tema della Strip, con i Casinò al piano terra, sono l’attrazione di questa città che è praticamente un luna park in mezzo al deserto. Le stravaganti ambientazioni degli hotel sono ricostruite molto fedelmente: ci sono una immensa piramide e l’Isola del Tesoro, la Statua della libertà e la torre Eiffel, l’antica Roma e il lago di Como, Venezia e un vulcano tropicale. Non trovi nulla che non sembri kitsch, artificiale, finto. Eppure è tutto vero… “Bright light city gonna set my soul Gonna set my soul on fire”:
Elvis Presley – Viva Las Vegas

La Death Valley dista circa 3 ore di macchina da Las Vegas. E siccome di giorno a Sin City, a parte i pool party, non c’è molto da fare, è una escursione quasi obbligata. Nei punti di interesse della Valle della Morte solo apparentemente non troverai niente… “The heat was hot, and the ground was dry But the air was full of sound”:
America – A horse with no name

San Francisco, il Golden Gate e la Baia con al centro la roccia di Alcatraz. Pura summer of love. Si dice che gli abitanti di Frisco la detestino, ma questa canzone del 1967 ne coglie appieno le vibes e le suggestioni che ancora oggi vi si respirano:
Scott McKenzie, If you’re goin to San Francisco

Una suggestiva opzione per tornare a Los Angeles da San Francisco è quella di guidare passando per Monterey, Seventeen-mile drive, Carmel e Big Sur, e infine per la Pacific Cost Highway, che in quel tratto prende il nome di Ventura Highway. Proprio come nella canzone degli America, correvamo nel sole… “Ventura Highway in the sunshine Where the days are longer The nights are stronger than moonshine”. Sulla Ventura per la verità ci abbiamo anche dormito. Letteralmente. Tutti i motel lungo la strada mostravano la classica insegna No Vacancy vista tante volte nei film, presi d’assalto quel giorno dagli studenti americani e dalle loro famiglie per lo spring break. Così alla fine ci siamo rassegnati e abbiamo dormito un pò in macchina, in un parcheggio ai lati della strada:
America – Ventura Highway

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