Batteria e inbound marketing, il canale YT di Dado Bertonazzi

Questo articolo è molto diverso dagli altri pubblicati nella categoria Musica e Batteria del mio blog. Intanto perché è una specie di instant article, scritto di getto e pubblicato in tempi molto brevi, cosa per me inconsueta (lo confesso, di solito quello che pubblico ha una lunga gestazione).

Poi perché non ha in alcun modo a che fare con i Pink Floyd, tema sul quale – oltre quelli già pubblicati – potrei scrivere tonnellate di altri articoli (di certo non manca l’ispirazione, ma il tempo). Inoltre avrei sempre voluto scrivere qualcosa sugli ACDC, una band che quando la ascolto mi carica a bestia, ma è sempre mancato lo spunto giusto; magari quando annunceranno il tour, magari!

Pur nella sua diversità, si tratta comunque di un articolo filtrato dalla lente della mia personale esperienza. Dunque ci sta, in un blog caleidoscopico che si alimenta di spunti così diversi e difficilmente conciliabili (Digital, Viaggi, Musica e Batteria, il mondo del vino) ma che sono tenuti insieme proprio dalla mia scrittura. E’ anzi esemplare, visto che si parla di musica e batteria ma c’entra anche il digital marketing.

È che seguo il canale Youtube di Corrado Bertonazzi (aka “Dado”, per gli amici e i followers), come parecchie decine di migliaia di altri batteristi veri o presunti (ci tengo a precisare che mi annovero certamente tra i secondi). I suoi contenuti sono di un livello qualitativo assoluto, e credo li trovino tali tanto i professionisti dello strumento quanto i semplici studenti o appassionati (in tal caso mi annovero tra i terzi). E niente… Mi sono ritrovato d’impulso a voler scrivere qualcosa su questo dopo aver visto il suo ultimo video.

Eccola, l’incursione nel Digital, quello che fa è un ottimo caso di inbound marketing (e anche di SEO, per dirla tutta e parlando da addetto ai lavori): ha una scuola online (suonarelabatteria.it) e, spinto dalla passione e dalla qualità dei suoi contenuti (non solo quelli video, ma tutte le risorse che pubblica e condivide sul suo sito), ho finito per comprare un paio di suoi corsi e uno dei suoi libri. Li consiglio anche, perché oltre che ben fatti mi sono stati molto utili per migliorare.

Ma cos’è l’inbound marketing? Per farla breve, è fare marketing attraverso i contenuti. Proprio quello che fa Dado. Attrarre con contenuti utili e interessanti pubblico in target, che poi in una certa misura diventerà anche cliente. E’ un approccio che richiede pensiero strategico, grande costanza e continuità, una forte empatia con il proprio pubblico. Insomma, più facile a dirsi che a farsi.

Ma si può fare, e Corrado è la dimostrazione di come farlo bene. Dado è un vero influencer (parola ahimè spesso erroneamente riferita a personaggi tanto noti quanto trash): competente, autorevole, credibile quando parla di qualcosa che è la sua passione oltre che la sua professione, in grado dunque di influenzare piacevolmente chi lo segue.

Di contenuto in contenuto, eccomi qua: non solo mi entusiasmo con i suoi video e seguo i suoi tutorial per imparare a suonare alcuni pezzi, ma anche studio (poco per la verità, però questo è solo colpa mia) con i suoi libri e i suoi corsi online.

Ma veniamo al video di cui scrivevo. Sul suo canale Youtube Dado ha da poco inaugurato un nuovo format in cui intervista dei batteristi professionisti su aneddoti e retroscena legati alla registrazione di dischi o brani famosi. L’ultimo mi ha davvero esaltato per varie ragioni, e mai avrei pensato di parlare nel mio blog di un brano di Vasco Rossi.

Non ho nulla contro di lui come artista, qualche pezzo del Blasco mi pure piace (e “Quanti anni hai” era proprio uno di questi, tra l’altro). Semplicemente non conosco troppo bene il suo repertorio e non ho mai trovato l’interesse necessario ad approfondirlo, nonostante la biografia del personaggio sembri interessante. Poi ho visto il video di Corrado, e sono successe alcune cose.

Intanto ho visto l’esecuzione di Paolo Valli, intenzione azzeccatissima e grande personalità. Poi allora subito dopo sono andato a riascoltarlo bene sto brano, con più attenzione alla parte di batteria, sempre riguardando il video di Dado. E ho sentito cose che non avevo mai colto, complice l’ascolto radiofonico di per sé sempre un pò superficiale e un mix che raramente evidenzia i dettagli del lavoro batteristico che c’è sotto un brano. Ma andiamo con ordine, guardate il video e poi vi dico cosa ho notato.

Intanto come dicevo l’attitudine e l’intenzione, molto incisiva ed efficace, perfetta per il brano e per il genere. Ma poi anche la grande difficoltà tecnica delle parti di batteria, cosa di cui mai mi sarei reso conto. C’è un ostinato sul charleston che non riesco a cantarlo, figuriamoci a portato per più di due battute (vabbè io non faccio testo).

A questo si aggiunga la dinamica, con momenti ben diversi nello stesso brano. E ancora: incastri col Cross Stick, che pacca quando si apre, aperture mirate del charlie, doppi colpi di cassa che danno un tocco sincopato al groove proprio in quei punti dove ci sta bene. Tutto molto naturale e bilanciato. E dei fill perfetti. Che se la vuoi suonare, i fill devono essere quelli.

Minuto 8:18: super fillone che rompe gli indugi e introduce il gran finale del brano. Un commento altamente tecnico? Aahhhhh!!! (goduria). Il perfetto esempio di cosa sia un lancio batteristico.

Minuto 9:34: una bella corsa sui tom, un fill diverso dagli altri che contribuisce al climax strumentale e spinge la parte più intensa ed espressiva dell’assolo di chitarra. Commento tecnico? Yeahhhhh!!! (estasi mista a compiaciuta approvazione).

Preso dall’entusiasmo, ma ben conscio dei miei limiti tecnici e musicali, mi sono permesso di chiedere un parere anche al maestro Matteo Frattima (mio cugino, di lui avevo anche già parlato brevemente qui nel blog), batterista professionista che è alla vigilia della laurea in batteria pop rock al conservatorio di Milano e studia da gente che di cognome fa Golino e Dei Lazzaretti. E mi ha confermato quello che mi era a quel punto del tutto evidente: ovvero che non è affatto un brano semplice, che anche un super fenomeno come lui dovrebbe prepararlo, non è che lo improvvisi e va bene lo stesso. Un brano di Vasco Rossi, non l’avrei mai detto… effetto wow, maledetti pregiudizi.

Il tutto comunque rende ancora più notevole la performance di Paolo Valli che, come giustamente evidenziato da Dado, all’epoca delle registrazioni di “Quanti anni hai” aveva solo 23 anni. Bellissimo quando durante l’intervista racconta quasi con imbarazzo e deferenza che “non era previsto”, perché poi la settimana successiva sarebbe arrivato “il batterista vero” (un certo Vinnie Colaiuta) a fare il disco… il punto preciso lo trovate cliccando play qui di seguito. Che storia, quella di un ragazzo così giovane a cui viene data un’opportunità e poi non lo sposta neanche un mostro sacro della batteria!

È vero, non capita a tutti tutti i giorni che ti venga data un’occasione di fare “un pò una prova” su un brano di Vasco Rossi. Però chapeau! Lui si è fatto trovare super pronto e questo alla fine è quello che conta nella vita. Una performance strepitosa, un grande insegnamento.

E chapeau, una volta di più, anche al mitico Corrado Bertonazzi, che con i suoi contenuti nutre a appaga la nostra passione per questo bellissimo strumento musicale (e riesce a farmici anche capire qualcosa). Grazie davvero Amigo! 🤟

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